Falla nel D.L. 23 luglio 2021.

“Ecco il cavillo che annulla l’obbligo dal Green Pass e permette l’accesso a bar, ristoranti ecc.”

“Il Decreto legge emanato il 23 luglio 2021 inerente l’accesso con Green Pass a servizi ed attività, contiene al suo interno (art. 4 comma e) un’articolo che rende nullo tale obbligo, vediamo il dettaglio.

L’art. 3 del D.L. 23 luglio 2021 inerente ‘Impiego certificazioni verdi COVID-19’ integra il decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, e chiarisce che a far data dal 6 agosto 2021, è consentito in zona bianca esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19 l’accesso ai seguenti servizi e attività: a) servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio, di cui all’articolo 4, per il consumo al tavolo, al chiuso; b) spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi, di cui all’articolo 5; c) musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre, di cui all’articolo 5-bis; d) piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, di cui all’articolo 6, limitatamente alle attività al chiuso; e) sagre e fiere, convegni e congressi di cui all’articolo 7; f) centri termali, parchi tematici e di divertimento; g) centri culturali, centri sociali e ricreativi, di cui all’articolo 8-bis, comma 1, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione; h) attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò, di cui all’articolo 8-ter; i) concorsi pubblici.

L’art. 4 sempre contenuto nel D.L. 23 luglio 2021 comma e, stabilisce invece che le disposizioni dei commi da 1 a 8 continuano ad applicarsi ove compatibili con i regolamenti (UE) 2021/953 (953ENG, 953ITA) e 2021/954 (954ENG, 954ITA) del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2021’. I commi da 1 a 8 sono quelli inerenti l’art. 9 del decreto-legge 22 aprile 2021, articolo relativo alle ‘Certificazioni verdi COVID-19’, rilasciate al fine di attestare l’avvenuta vaccinazione anti-SARS- CoV-2. In tale articolo si chiariscono tutti gli aspetti delle certificazioni: “il comprovato stato di avvenuta vaccinazione, la validità di sei mesi, l’applicabilità in ambito nazionale ecc.”. Il regolamento 2021/953 ha subito una rettifica in tema di ‘rilascio, verifica e l’accettazione di certificati interoperabili di vaccinazione, di test e di guarigione in relazione alla COVID-19 (certificato COVID digitale dell’UE) per agevolare la libera circolazione delle persone durante la pandemia di COVID-19’. La rettifica ha introdotto la seguente modifica: ‘È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino anti COVID-19 è attualmente somministrato o consentito, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto l’opportunità di essere vaccinate o hanno scelto di non essere vaccinate. Pertanto il possesso di un certificato di vaccinazione, o di un certificato di vaccinazione che attesti l’uso di uno specifico vaccino anti COVID-19, non dovrebbe costituire una condizione preliminare per l’esercizio del diritto di libera circolazione o per l’utilizzo di servizi di trasporto passeggeri transfrontalieri quali linee aeree, treni, pullman, traghetti o qualsiasi altro mezzo di trasporto. Inoltre, il presente regolamento non può essere interpretato nel senso che istituisce un diritto o un obbligo a essere vaccinati.’.

Se da una parte quindi il D.L. 23 luglio 2021 fissa con l’art. 3 l’obbligo di accesso ad attività e servizi solo a coloro che possiedono il Green Pass, dall’altra l’art. 4 dello stesso D.L. richiamando il regolamento (UE) 2021/953 stabilisce che una persona può scegliere di non vaccinarsi (il che significa che non disporrà del Green Pass che attesta lo stato di avvenuta vaccinazione) e per questo non può essere discriminato e deve essere pertanto libero di circolare. Il D.L. 23 luglio 2021 produce pertanto uno squilibrio dei diritti, vietando con l’art. 3 il diritto alla libera circolazione, viola non solo il diritto alla libertà sancito dalla Costituzione, ma viola inoltre anche il regolamento europeo 2021/953 che richiama al punto successivo, al quale si dovrebbe attenere, in quanto le persone che non vogliono vaccinarsi non possono essere discriminate. Questo D.L. è incostituzionale e non potrà mai essere convertito in legge, è un chiaro e maldestro stratagemma volto ad obbligare la gente alla vaccinazione. Chiunque richieda il Green Pass deve essere denunciato.”

(Fonte)

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