LA COSTITUZIONE, LA LEGGE FONDAMENTALE DELLO STATO ITALIANO.

Parte prima: I PRINCIPI FONDAMENTALI.

Dopo il risultato del referendum svoltosi il 2 Giugno 1946, nel quale gli italiani si espressero a favore della Repubblica, fu istituita l’Assemblea Costituente per redigere una nuova Carta Costituzionale. Dopo un lungo e attento lavoro la Costituzione fu promulgata il 27 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1° gennaio 1948. 

La Costituzione italiana è la legge fondamentale dello Stato italiano, si apre con i principi fondamentali, che sono la base di tutte le altre regole costituzionali e non possono essere modificate in nessun modo, poiché rappresentano le idee e i valori morali che hanno ispirato i padri costituenti.

Nella Parte Prima sono sanciti i Diritti e i Doveri dei cittadini, mentre nella Parte Seconda sono descritti gli organi principali del potere legislativo, governativo e giudiziario, e il loro rispettivo funzionamento.

Nell’ultima parte vi sono indicate le disposizioni transitorie e finali.

In questo articolo analizziamo i PRINCIPI FONDAMENTALI:

 

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione

 

Commento: L’articolo 1 della Costituzione indica la forma di governo repubblicana che non può essere oggetto di revisione costituzionale. Viene definita democratica nel senso che il popolo deve poter manifestare liberamente per esercitare la propria volontà.  La sovranità appartiene al popolo nel senso che nessuno può esercitare un potere, se non gli è stato affidato dal popolo nei modi previsti dalla Costituzione, ma anche il popolo deve esercitarla nel rispetto delle forme e dei limiti stabiliti nelle regole costituzionali per evitare abusi.

E’ fondata sul lavoro nel senso che il benessere e la vita stessa di uno Stato nascono essenzialmente dal lavoro dei membri di una comunità.

 

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. 

 

Commento: In base a questo articolo gli uomini sono liberi di esprimere le loro idee e le loro opinioni. Inoltre sono garantiti i diritti fondamentali dell’uomo sia come singolo individuo sia come componente di un gruppo. L’articolo 2 li riconosce e li garantisce dichiarandoli inviolabili, cioè non possono essere soppressi o aboliti. Questi rapporti comportano l’obbligo di rispettare le altre persone e di essere solidali, quindi comporta dei doveri a cui nessun individuo può sottrarsi in quanto facente parte di una collettività. La solidarietà va manifestata verso i bisogni della collettività, ad esempio, verso i cittadini più deboli.

 

Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. 

 

Commento: In questo articolo è sancito che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, per cui essa non può contenere discriminazioni basate su differenze di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali o sociali, quindi si tratta di principio di uguaglianza contenuto in un atto formale e astratto come appunto una legge e si distingue dal principio di uguaglianza sostanziale stabilito nel comma 2. Ciò significa che lo Stato deve assicurare che le leggi siano uguali per tutti ma deve intervenire con ogni mezzo quegli ostacoli materiali che limitano le uguaglianze dei cittadini.

 

Art. 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. 

 

Commento: Secondo questo articolo il lavoro è un diritto del cittadino ed è compito dello Stato intervenire con ogni mezzo per dare la possibilità a chiunque di lavorare, quindi lo Stato dovrebbe darsi un programma per intervenire nell’economia al fine di creare le condizioni favorevoli allo sviluppo dell’occupazione, dando la possibilità al cittadino di scegliere l’attività a lui adatta per concorrere al progresso materiale e spirituale della società. Solo chi non può lavorare per ragioni fisiche o di salute ha diritto ad essere assistito dallo Stato.

 

Art. 5

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principî e i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.

 

Commento: Lo Stato italiano è uno stato unitario che non consente separazioni di parte del suo territorio ed è diviso in Regioni, Province e Comuni, detti anche Enti pubblici territoriali. A essi la Costituzione affida le funzioni di regolare certe materie e svolgere certi compiti attraversi organi democraticamente eletti dalle comunità locali. Lo Stato, però, può intervenire attraverso leggi che stabiliscono principi fondamentali che devono essere rispettati da tutti.

 

Art. 6

La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

 

Commento: La nostra Costituzione tutela anche le minoranze linguistiche con apposite norme a cui lo Stato deve assicurare un’adeguata tutela. Ne è esempio la tutela della lingua sarda, della lingua ladina etc.

 

Art. 7

Lo Stato e la Chiesa Cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

 

Commento: L’articolo 7 fissa i rapporti tra Stato e Chiesa Cattolica prevedendo che siano due istituzioni diverse, ambedue sovrane, ma completamente indipendenti l’una dall’altra. I rapporti tra Stato e Chiesa sono regolati dai Patti Lateranensi che possono essere modificati di comune accordo, purché tali modifiche non contrastino con la Costituzione.

 

Art. 8

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. 

Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. 

 

Commento: Questo articolo afferma che tutte le confessioni religiose devono essere assolutamente libere per cui possono organizzarsi secondo statuti, che comunque devono rispettare le norme giuridiche italiane. Questi rapporti sono regolati da apposite intese come, ad esempio, tra lo Stato italiano e la Chiesa Valdese.

 

Art. 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. 

 

Commento: Questo articolo si occupa di promuovere, diffondere e sviluppare la cultura e la ricerca, nonché occuparsi della tutela del paesaggio intesa nel senso di tutela dell’ambiente da ogni tipo di aggressione e del patrimonio storico-artistico impedendone il degrado, la distruzione o la sottrazione.

 

Art. 10

L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Non è ammessa l’estradizione* dello straniero per reati politici. 

 

*A norma dell’articolo unico della legge cost. 21 giugno 1967, n. 1, «l’ultimo comma dell’art. 10 della Costituzione non si applica ai delitti di genocidio».. 

 

Commento: Anche i rapporti tra lo Stato italiano e gli altri Paesi sono sempre regolati dalla Costituzione.  Le norme nazionali devono rispettare e applicare le norme del diritto internazionale ufficialmente riconosciute come, ad esempio, il principio Pacta Sunt Servanda (i patti devono essere rispettati).

Secondo questo articolo è sottoposto alle leggi dello Stato italiano che devono però rispettare quanto previsto dai trattati internazionali. E’ sancito il diritto all’asilo e inoltre lo straniero non può essere consegnato alle autorità di polizia di un altro paese per reati politici.

 

Art. 11

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie a un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. 

Commento: Secondo l’articolo 11 l’Italia si impegna a garantire in ogni modo la pace, a non provocare o a prendere parte a guerre dirette a offendere la libertà di altri popoli o risolvere controversie internazionali, inoltre, deve favorire la pace e la giustizia tra tutte le nazioni. Pertanto può aderire in condizioni di parità con altri membri a organizzazioni internazionali atti a questo scopo. 

L’articolo 11 consente all’Italia di aderire a organizzazioni internazionali che limitano la propria sovranità come, ad esempio, all’Unione Europea.

 

Art. 12

La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni. 

CommentoL’origine del Tricolore risale al 1796 e rappresentava la bandiera militare del contingente italiano al servizio dell’esercito di Napoleone (il blu della bandiera francese divenne verde in quella  italiana). Successivamente divenne l’emblema della Repubblica Cispadana. Dopo la sconfitta di Napoleone venne abbandonato ma ripreso nelle battaglie contro l’esercito austriaco e usato come emblema del Risorgimento. Nel 1861, con l’unificazione d’Italia, il tricolore diventa bandiera ufficiale del Regno d’Italia. E dopo, utilizzato come vessillo anche dai Savoia, con l’aggiunta del loro simbolo. Con la nascita della Repubblica, tolto lo stemma della casa sabauda, l’Assemblea Costituente inserì il Tricolore nella Costituzione.  

“I tre colori popolarmente rappresentano anche la speranza (verde), la fede (bianco) e l’amore (rosso).In realtà ispirandosi alla bandiera francese, il tricolore è nato per indicare tre valori fondamentali di ogni Stato: giustizia, uguaglianza, fratellanza e di conseguenza tre obiettivi fondanti del bel paese (dignitàdemocrazia, prosperità). Di fatto il tricolore rappresenta i diritti dell’uomo, in cui tutti sono uguali, tutti hanno le stesse opportunità, medesimi doveri e diritti.

Esiste anche la Festa del Tricolore, istituita il 31 dicembre 1996 dalla Legge n° 671. Si svolge ogni anno il 7 gennaio, per ricordare l’adozione ufficiale del tricolore nella Repubblica Cispadana.”*

*Fonte.

I principi fondamentali, come già anticipato, non sono modificabili. Ad essi si ispirano i restanti articoli della Costituzione.

Paola Esposito, Simona Caneglias

 

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